Acid Cloud

La nuvola è da sempre un elemento allegoricamente collegato alla dimensione del sogno, alla rappresentazione simbolica di una dimensione celestiale, di trascendenza, ad un luogo puro che costituisce l’ orizzonte del pensiero e dell’immaginazione.
In “Acid cloud” l’elemento della nuvola viene reinterpretato come qualcosa di innaturale, una presenza che incombe sull’uomo ma al tempo stesso affascinante e giocosa.
L’installazione si presenta da lontano come qualcosa dalla consistenza impalpabile, una nube non facilmente definibile sospesa a mezz’aria che attraverso un gioco di sfumature e fluorescenze assume un aspetto surreale e misterioso. Avvicinandosi ci si stupisce nel vedere che l’opera è interamente realizzata solo con sacchi trasparenti e plastiche di scarto. Infatti, in contrapposizione all’immagine di purezza che le nuvole suggeriscono, l’uso di sacchi e plastiche rimanda alla materia nociva ed inquinante, richiamando alla mente le nubi tossiche e i colori delle sostanze chimiche. L’artista si ricollega alle principali tematiche attorno a cui si snoda il suo lavoro degli ultimi anni: la critica al sistema capitalistico e al consumismo generato da esso, lo sfruttamento dell’ambiente, l’irreparabile distruzione dell’ecosistema, l’identità umana sempre più definita dall’avere e non dall’essere.

Plastic bags, fluorescent colours, uv lighting,  2017,